Settembre - Ottobre | 2011

  numero 5

EDITORIALE

Riprendiamo in questa pagina il filo del discorso interrotto all’inizio dell’estate con il saluto e le felicitazioni all’ex Governatore Mario Draghi, per la sua nomina a Presidente della Banca Centrale Europea, e per dare il benvenuto ed augurio più sentito ad Ignazio Visco (Napoli, 21 novembre 1949), insigne economista italiano per la carica di Governatore della Banca d’Italia che ricopre dal 1° novembre 2011.

Mentre è in atto il suo insediamento e particolari strategie sono allo studio della nuova governance, forti turbolenze economiche e finanziarie dei bilanci degli Stati sovrani europei scuotono il già precario equilibrio economico e politico del nostro Paese, portando ad un radicale cambiamento di rotta a livello governativo e imponendo nuovi personaggi sullo scenario pubblico nazionale, tutti esponenti di spicco del mondo economico e cattedratico, primo fra tutti il Professor Mario Monti, che, dopo essere stato nominato Senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per accettare il gravoso e pur prestigioso incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri si è voluto dimettere dalla Presidenza dell’Università Bocconi di Milano. Un governo tecnico che deve contemperare rigore ed equità per dare stabilità al Paese, attraverso una serie di provvedimenti sotto forma di decreti e riforme di legge per poi affrontare le grandi riforme e tutte le misure che potranno risultare efficaci e sostenibili dal punto di vista finanziario, politico e sociale.

Affiancano l’impegno di queste personalità del mondo accademico e di tecnici specializzati nei singoli campi, sia l’inserimento nel nuovo esecutivo di manager del mondo bancario, sia di alti esperti della finanza internazionale. Un nome sovrasta: quello di Corrado Passera, Amministratore Delegato del Gruppo Intesa Sanpaolo, il maggior Istituto bancario nazionale, che ha assunto la carica di Ministro dello Sviluppo, Infrastrutture e Trasporti.

Una grande squadra guidata da Mario Monti il quale si è assunto tutta la responsabilità del risultato finale di questo governo di impegno sociale, con l’obiettivo primario di ridurre il debito pubblico, far riprendere la crescita economica e raggiungere così un equilibrio tra l’appello richiesto dall’Europa e le necessità finanziarie interne dell’Italia in seguito alla crescita dello spread tra i titoli di stato. Un programma che non potrà prescindere dal richiedere sacrifici al Paese ma che nel contempo terrà conto del contributo della forza-lavoro dei giovani e delle donne, conciliando così l’esigenze del mercato e della produttività con la domanda di lavoro ed il sostegno alle famiglie.

In specifico l’inserimento del nostro Paese in un contesto europeo, con l’aggravarsi della crisi economica internazionale, fa riemergere le asimmetrie e diversità strutturali tra i partner dell’area europea e gli economisti si sforzano oggi di superare il pericolo di un crollo dell’Euro e del sistema della moneta unica.

Progredire sulla strada dell’integrazione, con un deciso rafforzamento del ruolo della Banca Centrale Europea, potrà evitare effetti negativi e sconvolgenti nel quadro generale delle difficoltà politico-economiche degli Stati membri. Ciò ci rincuora e ci dà speranza per un avvenire migliore.

 
Gianpaolo Trucchi

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