Movimenti di denaro contante transfrontalieri illegali

di Salvatore Albanese dal Numero 2 - Aprile - Giugno 2012
Ecco le novità sulle penalità per chi esporta valuta non dichiarata.

Il quadro normativo del dlgs 195/2008 è rimasto invariato

Con l’approvazione del D.Lgs 19 novembre 2008, n. 195 in vigore dal 14 dicembre 2008 con effetto dal 1° gennaio 2009, il nostro Paese si è allineato ai dettami comunitari recependo la normativa comunitaria introdotta dal regolamento (C.E.) 1889/2005 del Parlamento europeo volta a contrastare il fenomeno dell’antiriciclaggio e dei trasferimenti trasfrontalieri di denaro contante in entrata o in uscita dall’Italia.

Tale Regolamento n. 1889/2005/Ce ha quale obbiettivo di assicurare la esistenza, tra i Paesi comunitari, di una strategia uniforme di sorveglianza sui movimenti di denaro contante attraverso le frontiere dell’Unione europea, prevedendo, tra l’altro, l’obbligo, in capo a ogni persona fisica che entri o esca dall’Unione, di dichiarare agli appositi uffici fiscali il trasporto di denaro contante di importo pari o superiore ad euro10.000.

L’art. 3 del succitato D.Lgs. 195/2008, a tal proposito, stabilisce che chiunque entra nel territorio nazionale o ne esce e trasporta denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro deve dichiarare tale somma.

Tale dichiarazione, corredata di informazioni esatte e complete, deve essere trasmessa telematicamente o consegnata in forma scritta all’Agenzia delle Dogane.

Lo stesso articolo individua anche altre possibili tipologie di trasferimenti, prevedendone i relativi adempimenti; stabilisce, altresì, che l’obbligo di dichiarazione non è soddisfatto se le informazioni fornite sono inesatte o incomplete. La dichiarazione deve essere redatta in conformità al modello ministeriale allegato al decreto e deve indicare, tra l’altro:

  • le generalità del dichiarante, del soggetto per conto del quale il trasferimento viene effettuato e del destinatario (se diversi dal dichiarante);
  • l’origine del denaro, l’utilizzo previsto, l’itinerario seguito e il mezzo di trasporto utilizzato. Il succitato d.lgs.195/2008 dal 1 gennaio 2009 ha introdotto misure dirette a individuare, attraverso l’obbligo della dichiarazione, movimenti di denaro contante in entrata nella Comunità europea o in uscita da essa, nonché quelli tra l’Italia e gli altri Paesi comunitari.

Giova rilevare, a tal proposito, che l’articolo 1 del d.lgs. 195/2008 include nella definizione di denaro contante:

  1. e banconote e le monete metalliche aventi corso legale;

  2. gli strumenti negoziabili al portatore, compresi gli strumenti monetari emessi al portatore quali traveller’s, cheque; gli strumenti negoziabili, compresi assegni, effetti all’ordine e mandati di pagamento, emessi al portatore, girati senza restrizioni, a favore di un beneficiario fittizio o emessi altrimenti in forma tale che il relativo titolo passi alla consegna;

  3. gli strumenti incompleti, compresi assegni, effetti all’ordine e mandati di pagamento, firmati ma privi del nome del beneficiario.

L’articolo 4 del decreto legislativo attribuisce i poteri accertativi e di contestazione ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane, ai militari della Guardia di finanza e all’Unità di informazione finanziaria (Uif)2, istituita presso la Banca d’Italia, quale autorità nazionale centrale preposta a contrastare il riciclaggio e il finanziameto del terrorismo. I verbali di contestazione devono essere conservati per dieci anni e trasmessi al ministero dell’Economia e delle Finanze entro sette giorni dalla data della contestazione ai fini del procedimento sanzionatorio.

Il DL 2.3.2012 n. 16, cosiddetto “DL sulle semplificazioni fiscali” ha apportato alcune modifiche al d.lgs. 195/2008 in materia di sequestro

Il D.L.“semplificazioni fiscali” attraverso l’articolo 11 ha novellato gli artt. da 6 a 9 del D.Lgs. n. 195 del 2008, inasprendo le disposizioni in merito al sequestro, alle sanzioni e limitando gli adempimenti oblatori.

L’articolo 6 del d.lgs 195/2008 relativo al sequestro così recita: “In caso di violazione delle disposizioni previste dall’articolo 3, il denaro contante trasferito o che si tenta di trasferire, di importo pari o superiore a 10.000 euro, è sequestrato dall’Agenzia delle dogane o dalla Guardia di Finanza”. Il D.L. 16/2012 ha modificato le modalità del sequestro di danaro; infatti, con l’articolo 6 vengono introdotte due aliquote da applicarsi nel limite del 30% e del 50% a seconda che l’eccedenza del limite stabilito dall’articolo 3 sia inferiore ovvero superiore a 10mila euro. In precedenza, il limite sequestrabile era fissato al 40% dell’importo eccedente a prescindere dall’ammontare dell’eccedenza stessa.
 

Le violazioni delle disposizioni previste dall’art. 3 d.lgs. 195/2008 comportano il sequestro di denaro contante trasferito o che si tenta di trasferire art. 6 d.lgs. 195/2008

Trasferimento
in violazione dell’art. 3 D.Lgs. n. 195/2008,

La normativa prima della riforma del D.L.
N. 16/2012

Con la riforma del d.l. 16/2012 sono variate
le percentuali di sequestro, di cui all’art. 6, comma 2, del D.lgs. 195/2008, nel modo seguente .

Nell’ipotesi che l’eccedenza non sia superiore a 10.000 euro

Sequestro nel limite del 40% dell’eccedenza

Sequestro nel limite del 30% dell’eccedenza

Nell’ipotesi in cui l’eccedenza sia uguale o superiore a 10.000 euro

Sequestro nel limite del 40% dell’eccedenza

Sequestro nel limite del 50% dell’eccedenza

 

Giova rilevare, a tal proposito, che le predette percentuali, come in precedenza, non si applicano e, quindi, si procede al sequestro dell’intera somma, nelle seguenti ipotesi:

  1. l’oggetto del sequestro è indivisibile;

  2. l’autore dei fatti accertati non è conosciuto;

  3. per la natura e l’entità del denaro contante trasferito o che si tenta di trasferire, il relativo valore in euro non risulta agevolmente determinabile all’atto del sequestro medesimo.

In queste ultime due circostanze, qualora l’autore dei fatti venga poi identificato, ovvero sia determinato il valore in euro del denaro sequestrato, le somme eccedenti i nuovi limiti verranno restituite agli aventi diritto.

Contro il sequestro gli interessati possono proporre opposizione al Ministero dell’economia e delle finanze entro dieci giorni dalla data di esecuzione del sequestro. Il Ministero dell’economia e delle finanze decide sull’opposizione con ordinanza motivata entro sessanta giorni dalla data di ricevimento dell’opposizione e del relativo atto di contestazione.

L’interessato può ottenere dal Ministero dell’economia e delle finanze la restituzione del denaro contante sequestrato, previo deposito presso la Tesoreria provinciale dello Stato di una cauzione ovvero previa costituzione di una fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata dagli intermediari finanziari abilitati al rilascio di garanzie nei confronti della pubblica amministrazione.

A garanzia del pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, la cauzione o la fideiussione devono essere di importo pari all’ammontare massimo della sanzione, comprensivo delle spese. Alla conclusione del procedimento sanzionatorio il denaro contante sequestrato, nella misura in cui non è servito per il pagamento delle sanzioni applicate, è restituito agli aventi diritto che ne facciano istanza entro cinque anni dalla data del sequestro.

Novità nel DL semplificazioni fiscali in materia di sanzioni

Come sopra accennato, il D.L. “semplificazioni fiscali”, modificando l’articolo 9, comma 1, del D.Lgs. n. 195/2008, ha sostanzialmente inasprito le sanzioni previste per la violazione della normativa sul monitoraggio.
A tal proposito, giova ricordare che l’articolo 9 del d.lgs. 195/2008 stabiliva che la violazione degli obblighi di comunicazione di cui all’articolo 3 era punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino al 40% dell’importo trasferito o che si tentava di trasferire, eccedente la soglia di € 10.000. In ogni caso, la sanzione amministrativa pecuniaria non poteva essere inferiore a €300. Il D.L. n. 16/2012 ha novellato alcune norme del D.Lgs 195/2008 le quali contemplano sanzioni differenziate facendo salva la sanzione minima di euro 300,00.

La previdente sanzione fino al 40% è stata sostituita, infatti, da sanzioni differenziate in base all’entità dell’importo trasferito – o che si tenta di trasferire – in violazione della suddetta disciplina. Esse vanno:

  1. dal 10 al 30% dell’importo trasferito – o che si tenta di trasferire – in eccedenza ai predetti 10.000 euro, se detta eccedenza non è superiore a 10 mila euro;
  2. dal 30 al 50% dell’importo in eccedenza, se essa è superiore a 10 mila euro.

Da marzo 2012, dunque, la nuova sanzione prevista varia fra il 10 e il 30 per cento, ovvero fra il 30 e il 50 per cento dell’importo in eccedenza, a seconda che la stessa superi o meno i 10 mila euro. Ecco un caso concreto di sanzione applicabile. Qualora si accerti un movimento trasfrontaliero di denaro non dichiarato pari a €90.000 la sanzione che verrà comminata varia dal 30% al 50% dell’eccedenza.

Supponendo che venga applicata l’aliquota minima, la sanzione che verrà comminata sarà così quantificata:
90.000 – 10.000 = 80000 x 30%= 24000 euro Contrariamente, qualora il valore del trasferimento sia di 15.000 euro, si rende applicabile la sanzione più leggera dal 10% al 30%. Supponendo anche in questo caso che si commini la sanzione in misura minima, la stessa va quantificata così: 15.000 – 10.000 = 5000 x 10%= 500 euro Relativamente all’istruttoria e al provvedimento di irrogazione delle sanzioni ex art. 8 del decreto legislativo 195/2008 in vigore dal 2 marzo 2012 chi non si avvale della facoltà prevista dall’articolo 7 può presentare scritti difensivi e documenti al Ministero dell’economia e delle Finanze, nonché chiedere di essere sentito dalla stessa Amministrazione, entro il termine di trenta giorni dalla data di ricezione dell’atto di contestazione.

Il Mef deve adottare il decreto che determina la somma dovuta per la violazione e ne dispone il pagamento (centottanta giorni dalla data in cui riceve i verbali di contestazione).

Novità nel DL semplificazioni fiscali in materia di oblazione

La modifica forse più incisiva posta in essere dal D.L. semplificazioni fiscali riguarda l’istituto dell’oblazione, per cui il DL n. 16/2012 ha ridotto sia l’ambito di applicazione sia la convenienza dell’istituto rendendo il suo utilizzo più limitato.

Il soggetto cui è stata contestata una violazione può chiederne l’estinzione effettuando un pagamento in misura ridotta attraverso l’oblazione. L’originario articolo 7 del decreto legislativo 195/2008 prevedeva il pagamento in misura ridotta pari al 5% del denaro contante eccedente la soglia consentita e, comunque, non inferiore a duecento euro. Inoltre, l’oblazione non era possibile qualora:

  1. l’importo del denaro contante eccedente la soglia superasse i 250 mila euro

  2. il soggetto cui fosse contestata la violazione si fosse già avvalso della stessa facoltà oblatoria nei trecentosessantacinque giorni antecedenti la ricezione dell’atto di contestazione.

Con l’aggiunta del comma 1-ter all’art. 7 del D.Lgs. 195/2008 è stato di nuovo ribadito che il pagamento può essere effettuato con versamento all’Agenzia delle Dogane, alla Guardia di Finanza e al MEF entro dieci giorni dal momento della contestazione.

Le somme relative al pagamento delle sanzioni ridotte, pagate alla G.d.F., devono essere trasmesse all’Agenzia delle Dogane.
 

Le nuove regole di trasferimento del contante e i relativi adempimenti oblatori art. 7, d.lgs. 195/2008

Violazione art. 3, D.Lgs. n. 195/2008

D.LGS 195/2008

Modifiche decreto semplificazioni D.L. 16/2012

Nella forma di pagamento in misura ridotta la somma pagata non può essere inferiore a 200 euro: la sanzione minima era già in vigore, è stata ribadita con l’aggiunto del comma 1-bis all’art. 7 del decreto legislativo.

5% dell’eccedenza

Pari al 5% del denaro contante eccedente la soglia di 10.000 euro se l’eccedenza non dichiarata non è superiore a 10 mila euro;
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Pari a 15% dell’eccedenza, se l’eccedenza stessa è compresa fra 10.000 e 40.000 euro.

FATTISPECIE OSTATIVE

Eccedenza superiore a 250.000 euro facoltà oblatoria nei 365 giorni antecedenti la ricezione dell’atto di contestazione.

Eccedenza superiore a 40.000 euro facoltà oblatoria nei 5 anni antecedenti la ricezione dell’atto di contestazione.

Il pagamento in misura ridotta estingue l’illecito. Nel caso di pagamento contestuale non si procede al sequestro. Qualora il pagamento avvenga nei dieci giorni dalla contestazione, il Ministero dell’economia e delle finanze dispone la restituzione delle somme sequestrate entro dieci giorni dal ricevimento della prova dell’avvenuto pagamento. Come evidenziato nella scheda è precluso il pagamento in misura ridotta qualora:

  • l’importo del denaro contante eccedente la soglia di 10.000 euro superi 40.000 euro;

  • il soggetto cui è stata contestata la violazione si sia già avvalso della stessa facoltà oblatoria nei cinque anni antecedenti la ricezione dell’atto di contestazione concernente l’illecito per cui si procede.

In mancanza dei requisiti richiesti, l’oblazione non è valida, ancorché il pagamento sia stato accettato dall’autorità che ha effettuato la contestazione.

Le somme incamerate sono trattenute a titolo di garanzia e in caso di irrogazione della sanzione sono imputate a titolo di sanzione.
 

1 Il D.L. 16/2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 52 del 02 marzo 2012. Lo stesso D.L. 16/2012 è stato convertito in legge 44/2012 e pubblicato nella g.u. n. 99 del 28 aprile 2012.

2 Con l’entrata in vigore del D.Lgs 231/2007 viene soppresso l’organismo dell’Ufficio italiano cambi e creata l’autorità.

 

 

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